Sabato mattina....

postato da dj_ross_105 [15/03/2008 14:10]

E' bello svegliarsi tardi il sabato mattina. E' bello svegliarsi tardi in assoluto. Ho sempre avuto un vago senso di colpa rispetto a questa cosa. Quando qualcuno cerca di trasmettermi la piacevolezza dell' alzarsi presto e "viversi la mattina", io provo a condividere questa sensazione. Ma poi, inevitabilmente, la mia attitudine pigra e napoletana finisce per ricordarmi chi sono e come vivo. Durante la settimana mi faccio piacere la cosa, perchè amo il mio lavoro e andare in radio mi sembra ancora fantastico dopo vent'anni.  E' come avere  un appuntamento con qualche centinaia di migliaia di amici , ai quali cerco, senza presunzione, di strappare un sorriso e migliorare la giornata anche solo di un millimetro. Ma se non ho impegni, ahimè, non ce n'è: faccio tardissimo la sera e mi alzo tardi. Non c'è orologio biologico che tenga , non c'è abitudine , bioritmo.... No way.

Stamattina ho aperto gli occhi alle undici , mi sono fatto il caffè, ho messo su un incenso e il disco dei Baustelle, ho mandato loro un messaggio con scritto che stasera passo a salutarli al Rolling Stone e adesso sono qui che scrivo. Rilassato, appena appena frastornato. Ieri sera sono andato al Teatro Smeraldo con l'intento di ascoltare Joe Jackson, un musicista che mi è molto caro.  Arrivato lì ho visto poca folla all'ingresso e la cosa ha cominciato a insospettirmi. Vado alla cassa accrediti e mi dicono che "purtroppo lo spettacolo è stato annullato". Rimango lì con la faccia di un bambino che ha appena fatto cadere il gelato sulle scarpine nuove... Rispondo qualcosa come "Ma perchè? Joe Jackson ha perso l'aereo?" "No, guardi che stasera c'era Giulietta e Romeo. Joe Jackson ci sarà domenica sera! "

Esco dal teatro , un pò deluso, un pò felice. Rifletto sul concetto di realtà parallela. Ripenso a "Sliding Doors". Faccio  una lunga passeggiata , mangio qualcosa , bevo qualche birra. Tutto mi sembra sospeso , come un regalo inatteso , una digressione , un cambiamento di programma. Avrei dovuto essere seduto nella mia poltroncina a teatro , a un concerto che, intendiamoci , avevo molta voglia di vedere. Eppure...sento come una leggerezza strana: il cambiamento di programma , essere dove non era previsto che fossi. L'altrove. Mi piace quando succede una cosa che non era scritta. La telefonata di un amico che non senti da un pò , perdersi tra le strade di una città che non conosci , incrociare lo sguardo malinconico di una ragazza sul tram. Piccoli regali , variazioni sul tema. Serendipity. Come cambiare il copione un attimo prima di andare in scena. L'unica soluzione , forse, per farsi piacere la realtà surreale in cui siamo immersi. Un mondo che ti chiede di autocertificare la tua esistenza in vita. Non è una metafora: mi è successo davvero. Ho dovuto produrre del documenti per l'acquisto di un appartamento e , tra le varie cose da dichiarare, c'era anche il fatto di essere vivo. "Come se bastasse scriverlo su di un pezzo di carta"  - ho pensato mentre barravo la casella...

A presto.

 

 


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