I Signori della Politica.

postato da dj_ross_105 [30/01/2008 17:49]
  Notte tra martedì e mercoledì , torno a casa dopo una serata piacevole, sushi , vino e chiacchiere fantastiche . Non ho sonno , nonostante il discreto totale calici. Accendo la tv, c'è la replica di Ballarò. Per guardare i dibattiti politici devi aver bevuto un po'. Condizio sine qua non. Solo l'ebbrezza e il vago stordimento dell'alcool ti permettono di arrivare fino in fondo e fare le riflessioni che sto per digitare sulla tastiera. In studio ci sono le solite facce: alcune meno sgradevoli, solo per una per questione di sensibilità culturale , altre addirittura insopportabili. Gente a cui non apriresti mai guardandoli dal videocitofono. Tutti , indistintatmente , vaghi , conflittuali , fragili nelle argomentazioni. Poco affidabili . Gente senza ricchezza di mente e di cuore , almeno a vederli dentro i pollici della tele.

Prendono parte al dibattito anche imprenditori , giornalisti , gente comune intervistata in giro. E' a quel punto che capisco: c'è una signora che parla, è di sinistra , dice che Prodi non le piaceva , ma Berlusconi non lo voterebbe mai. Dice che non sa più a chi credere. Che a metà mese i soldi stanno per finire. Che il suo Paese l'ha delusa.  Non è una signora dalla sintassi zoppicante , non urla, non è eccitata dal microfono, non dice cose populiste. Ne avrebbe il diritto , ma non lo fa. Anzi. Dice cose molto sensate, le dice con il cuore e la testa, le dice da persona libera. Sincera. La linea torna in studio, riattaccono i signori della politica. Litigano , dicono cose incomprensibili , si riferiscono solo , sempre ed esclusivamente a questioni che riguardano loro , il loro ruolo , i giochi , le alleanze, i voti , le poltrone,  il loro mondo dorato.  Non parlano MAI di quello che hanno fatto o non fatto per te che li hai votati. Come se l'elettricista che ti ha fatto l'impianto e ha sbagliato a collegare dei fili ti parlasse per mezz'ora degli altri elettricisti , che costano più di lui e ti imbrogliano , di come erano gli elettricisti vent'anni fa , di come ti avrebbe fatto il lavoro quell'altro elettricista. Tu sei lì  che lo ascolti e gli dici che la lavastoviglie non va e lui non ti dice come fare per risolvere. Continua a parlarti di elettricisti.

La signora intervistata al mercato diceva cose semplici , sensate , condivisibili.

Un imprenditore famoso pure.

Il direttore di un quotidiano idem.

I Signori della Politica MAI.

Perché?

E' tardi , il programma sta per finire , le mie palpebre sono pesanti, adesso , si chiudono , si riaprono , seguono il ritmo dei discorsi noiosi di quelli là. Bondi mi dà il colpo di grazia: a metà di una sua frase crollo di colpo , come un pendolare in treno con la testa appoggiata al finestrino.

E allora sogno: la politica come il calcio. In Italia da anni vediamo le stesse facce, ma la novità è che adesso si possono prendere gli stranieri. Napolitano promette ai "tifosi" che Zapatero forse lo portiamo a Roma , il procuratore di Barack Obama dichiara che è molto vicino al trasferimento in Italia , il NewYork Times titola " Woody Allen starebbe per accettare un incarico in Italia come ministro dei Beni Culturali".

La gente è in visibilio , per le strade si vendono già i primi striscioni , un ambulante propone un gadget di sicuro successo: la maschera di Zapatero. Pare vada già a ruba tra i tifosi. La campagna abbonamenti fa registrare un picco vertiginoso mentre l'umore dei Signori della Politica Italiana versa in condizioni disastrose: Fassino dichiara di essere finito nel gorgo dell'anoressia , Berlusconi non sa più cosa promettere , dopo un milione di settimane bianche , un milione di abbonamenti al Milan  e più figa per tutti , Storace si fa fotografare in mezzo a dei bambini dello Zambia per accattivarsi  simpatie a sinistra ma un giornalista scatta delle foto esclusive dove gli stessi bambini sono vestiti da balilla. La situazione è allo sfascio. 

Quando Mastella sta per suicidarsi in diretta webcam su un sito di import export di mozzarella di bufala pagato dai contribuenti (poi rivelatosi diretto da tre suoi nipoti di 3, 4 e 5 anni) la sigla di Ballarò mi fa svegliare di colpo.

Mi tolgo i vestiti , mi lavo i denti e mi metto a letto. Ripenso a quella signora. Provo a immaginarmi la sua vita. Forse  si sarà addormentata con su gli occhiali per leggere e un libro di Garcia Marquez tra le mani. A quest'ora starà dormendo il sonno dei giusti accanto a suo marito , un professore di liceo che al mattino va al lavoro in bicicletta.

Io quella signora , se solo si candidasse, la voterei.

 


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