Poesia metropolitana.
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postato da dj_ross_105 [05/05/2008 19:21]
E' sempre uguale. Puoi esserci stato mille volte , puoi addirittura averci vissuto per un pò , puoi avere tutte le tue perplessità sulla cultura americana , sulle guerre ingiuste , su George W. Bush. No way. Quando atterri a New York la botta nella pancia è sempre la stessa. Una città che ne contiene altre mille . Diverse tra loro , a volte diametralmente opposte. E tra queste , puoi esserne certo , ce n'è una che calza a pennello su di te , su quello che pensi , su come hai voglia di vivere. Metropolitana verde , 6 Train , quello che va dal ponte di Brooklyn fin su, verso le viscere del Bronx. Pomeriggio , sono atterrato la sera prima e sono in giro come una trottola per vedere , sentire , annusare tutta quell'energia. C'è una ragazza accanto a me , è latina , forse di Portorico o Messicana . Stringe tra le mani un foglio e una penna . Sbircio , con un po' di indiscrezione : in cima al foglio c'è scritto "wedding to do list" , lista di cose da fare per il matrimonio. Si accorge che sto leggendo , alza lo sguardo e mi sorride con una tenerezza che mi trafigge il cuore . Vorrei abbracciarla ma mi limito a ricambiarle il sorriso, cercando di trasmetterle tutta la voglia che ho di augurarle di essere felice. Mattina del giorno dopo , sono a bordo di un taxi: il signore che guida è molto alto e ha una faccia pacifica. "Where you're from?" "Italy" , rispondo . Allora mi chiede se sono cattolico , gli dico che in teoria si ma non così praticante. Mi dice che è quello che gli rispondono molti italiani. Lui è avventista , mi parla con grande dignità della sua fede , mi dice di passare in Chiesa. Lo ringrazio , gli auguro una buona giornata e scendo su Bowery street. Non ci andrò , non diventerò mai avventista , ma credo che la sua faccia rimarrà tra i miei ricordi per un bel po'. Ancora la Subway, stavolta la linea E. Striscio la Metrocard , il suono acuto e la scritta "insufficient fare" mi fanno capire che devo ricaricarla. Ma vado molto di fretta e la smorfia di leggero disappunto non sfugge alla ragazza che incrocio. E' bellissima , molto alta e con ha una montagna di riccioli biondi. Mi sorride , striscia la sua carta e mi fa segno di passare. La guardo , arrossisco un po' e mi esce un " For me? " detto con una voce ridicola , come se avessi appena respirato l'elio. La ringrazio , vorrei dirle che mi piacerebbe rivederla a ma lei è già in cima alle scale , inghiottita dalla sua giornata. Nel vagone entrano quattro ragazzi neri , attaccano "Stand By Me" in versione accappella. Uno fa il solista . gli altri il coro. Inutile dirvi che sono perfetti , accennano qualche passo di danza e poi passano col bicchiere di cartone di Starbuck , chiedendoti il pugno contro pugno per dirti grazie e dileguandosi alla prima fermata , mentre ancora cantano e ballano. Fuori una Rolls Royce cabrio passa proprio accanto a un barbone steso all'angolo tra Sesta Avenue e 54esima. Una comitiva di Italiani fotografa un tombino fumante , due giapponesi chiedono a un tassista col turbante l'indicazione per il Rockfeller Center ma quelli parlano tutti sincopati e lui gli risponde cominciando tutte la parole con le P. Vado via e in dissolvenza sento che parlano ancora , potrebbero restare lì senza capirsi per un centinaio d'anni. Da Abercrombie & Fitch Incrocio una ragazza con gli occhi meravigliosi , ci guardiamo e ci rendiamo conto di esserci già visti da qualche parte. Le chiedo se era sul mio stesso volo e lei mi risponde di si e mi dice che stava per farmi la stessa domanda. Parliamo tre minuti in inglese , lei ha un accento perfetto. Quando le chiedo di dov'è mi risponde "Milano" . Scoppio a ridere , le dico che abito a Milano anch'io ! "Dove stai con l'albergo? Fino a quando rimani? Che fai la sera? " E' ufficiale, la sto marpionando... "Non esco molto , sono qua con i miei". "Ma...quanti anni hai? "Devo farne 18". Le auguro buona vacanza e , stordito dall'imbarazzo, mi compro delle infradito giallo limone che evidentemente non metterò mai. E poi Central Park nella tranquillità del pomeriggio , seduto di fronte al laghetto , Miles Davis suonato al sax lotta con "You're so vain" unplugged , eseguita alla chitarra da una ragazza seduta sulla panchina accanto alla mia. E poi Ground Zero sotto la pioggia in un silenzio pesantissimo , tra i W.A.S.P. che corrono verso la solitudine milionaria dei loro uffici a Wall Street, la passeggiata al tramonto su Brooklyn Bridge , le mille luci sfavillanti ma sempre un po' tristi di Times Square, una commessa odiosa di Victoria's Secret che non mi guarda mai mentra pago dieci gloss che ho comprato per una mia amica. Tutti ti chiedono roba quando vai a New York . Come se non vivessimo in un mondo globalizzato dove puoi farti mandare a casa una tartaruga dalle Galapagos in 24 ore. Immancabile , il ritorno sulla scena del delitto : Second Avenue con Trentottesima , "The Monrose". E' il building dove abitavo quando facevamo la Radio da lì. Entro , cerco Keita , il doorman africano con cui avevo fatto amicizia. In realtà trovo l'altro , un filippino col quale , invece , parlavo poco. "Hi! Do you remember me? " "Sure ! The guy from the radiostation!" Parla come Borat , è tale e quale a sette anni fa. Gli stringo la mano pregandolo di salutarmi Keita , che , mi dice , sarà in turno la sera dopo. Contrasti. La materia di cui è fatta questa città. Cemento e prati verdi , solidarietà e cinismo , l'enorme e il piccolissimo. Una Babele dove tutti urlano in una lingua diversa , producendo un frastuono apparentemente insopportabile. Ma è proprio quando temi che quel frastuono stia per stordirti del tutto che devi chiudere gli occhi per un secondo , respirare profondamente e accorgerti che in mezzo a quel caos , a fatica , si è fatta strada con infinita dolcezza una sottile , delicata poesia. La poesia metropolitana della città più bella del mondo. P.S. non ho letto il blog da lì... per le magliette , le tazze e il resto...sorry about that.. Certo che...mi avevate preso in parola! :-) La prossima volta giuro che mi porto una valigia in più!!!
La foto è del mio amico Ciccio , da Castellammare Di Stabia al gotha degli architetti newyorkesi!!! |
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